Un tuffo nel passato tra mito e realtà "Proserpina e Plutone"
Corsiste:
Aleo Graziella
Franchino Concettina
Giombarresi Carmela
Giunta Giusy Merigrazia
Messina Rossella Vanessa

C'era una volta, al tempo degli dei, una dea di nome Cerere: era la dea della vegetazione e tutto quello che nasceva dalla terra dipendeva da lei.
Eternamente affaccendata, Cerere non era mai stanca e si occupava di tutto personalmente:così sulla terra a quei tempi c'era un'eterna primavera.
Per merito suo gli alberi erano sempre pieni di foglie, di fiori e di frutti. Tra l'erba verdissima e tenera dei prati nascevano fiori dalle mille forme e dai mille colori.
Cerere aveva una figlia bellissima di nome Proserpina: La madre la adorava e ne era orgogliosissima.
La portava sempre con sè e faceva sì che la Terra fosse sempre più bella e più ricca di profumi e di colori, tutto per amore di questa sua unica figlia.
Regnava a quei tempi nell'Ade un Dio molto potente che si chiamava Plutone.
Plutone dio degli Inferi soffriva di estrema solitudine. Stava sempre mogio, sottoterra a governare l'inferno; guardava con grande invidia gli amori e la spensieratezza degli dei e degli uomini sulla terra. -"Ah, come sarebbe bello avere una fidanzata tutta per me!"- sospirava il dio.
Un giorno, mentre si concedeva una passeggiata per I campi, in prossimità del Lago di Pergusa, vicino Enna, rimase letteralmente folgorato da una fanciulla dalla bellezza disarmante.
La giovane Proserpina, era intenta a cogliere i fiori. Plutone sentì scoppiare il cuore dall'emozione: -"Mai vista una fanciulla tanto perfetta da farmi tremare le gambe!"- pensò.
Si avvicinò e provò a parlare...
-"Ciao, cara.
Come ti chiami? Ti va di fare una passeggiata con me?"-
Proserpina spaventata dall'aspetto del dio dei morti, provò a fuggire via.
Lui la rincorse, la afferrò e la trascinò via con sé sopra un carro portato da otto cavalli neri, avvolto in una nube di fumo.
Cerere, disperata, cercò la figlia dappertutto.
Allora il sole ebbe compassione di lei e le rivelò la verità.: Proserpina era stata rapita da Plutone che l'aveva fatta sua sposa.
Così Cerere perse ogni interesse per la vita: si travestì da vecchia e si nascose in fondo a una grotta senza occuparsi più di quello che accadeva sulla Terra.
Arrabbiata, Cerere fece calare sulla Terra un velo di malinconia e siccità. Morirono animali e piante e tutto sembrava scuro e triste.
Lei poteva: era la Madre Terra, la dea dei raccolti e della fecondità.
Nel frattempo, Proserpina continuava a piangere disperata perchè le mancava la madre. le amiche e la luce del sole.
Plutone non sapeva più come confortarla.
Bevande e cibi profumati, storielle e sorrisi, nulla: la ragazza non smetteva di piangere.
Allora Zeus mandò Mercurio a riprendere la fanciulla. Plutone non poté fare a meno di obbedire e si decise a lasciar andare via la sua amata. Prima, però, le offrì qualche chicco di melograno.
Furbo, aveva omesso un piccolo dettaglio: sarebbe ritornata negli Inferi per tanti mesi quanti erano i chicchi di melograno mangiati.
La poveretta, forse per non offedere il suo mostruoso rapitore, ne mangiò sei.
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Un tuffo nel passato tra mito e realtà "Proserpina e Plutone"
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C'era una volta, al tempo degli dei, una dea di nome Cerere: era la dea della vegetazione e tutto quello che nasceva dalla terra dipendeva da lei.
Eternamente affaccendata, Cerere non era mai stanca e si occupava di tutto personalmente:così sulla terra a quei tempi c'era un'eterna primavera.
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